Concorso Trieste Airport

La giuria del concorso, previsto dalla normativa sulle opere pubbliche, ha scelto l’opera dell’artista Massimo Poldelmengo (nato a Pordenone e residente a Villaorba di Basiliano) tra le 15 presentate alla gara. Il tema dell’opera oggetto del bando di concorso era «Il Friuli Venezia Giulia inizia un nuovo viaggio» e doveva tenere conto dell’ambientazione del polo intermodale di Trieste Airport. Della giuria, presieduta da Antonio Marano, Presidente di Aeroporto FVG SpA, facevano parte: Maria Concetta di Micco, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Barbara Franchin, fondatrice di ITS International Talent Support, Carlo Bach, direttore creativo della Illy caffè e Giovanni Rodà, responsabile Lavori Pubblici del Comune di Ronchi dei Legionari, in qualità di membro tecnico esterno. Il vincitore del concorso è risultato essere Massimo Poldelmengo con il punteggio di 90,57\100.

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L'OPERA D'ARTE VINCITRICE - L’opera d’arte, pensata e progettata per il concorso, è composta da due elementi principali. Il primo consiste in una struttura verticale che si caratterizza per la sua lucentezza e trasparenza e si innalza rispetto al terreno quasi fosse sospeso per assenza di gravità, dialogando con la passerella sospesa di cui riprende sia l’andamento verticale di alcuni elementi, sia il colore. Il secondo consta di due ali laterali che presentano delle fenditure oblique che fanno da contrappunto alla verticalità dell’elemento centrale e dialogano visivamente con gli elementi portanti della passerella. In pianta l’opera ricorda la forma di un’elica in sintonia con la sua collocazione nel contesto aeroportuale.

Sarà inaugurata sabato 22 giugno alle ore 11,30 negli spazi della Galleria Civica Cavour a  Padova la mostra L’immagine (è) necessaria. Stamperia d’arte Albicocco, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. La mostra rimarrà aperta, a ingresso libero, fino all’ 1 settembre 2019 (orario 10 – 13 e 16 – 20, lunedì chiuso).

Saranno esposte circa 50 incisioni firmate da grandi nomi nomi dell’arte come Jannis Kounellis, Emilio Vedova, Carla Accardi, Giuseppe Santomaso e da altri celebri artisti contemporanei, a raccontare la storia della Stamperia d’arte Albicocco di Udine, tra le più importanti realtà operanti nel campo della grafica d’arte. Le opere selezionate, in diversi casi di grandi dimensioni, rappresentano un repertorio quasi esaustivo delle diverse tecniche calcografiche, dalle più conosciute alle più rare, di cui esprimono le caratteristiche peculiari ma anche le possibilità di sperimentazione. 

“Se il percorso scandito dalle opere - osserva l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio - porta ad affiorare i temi da sempre implicati nella riflessione degli artisti, ovvero il Tempo, l’uomo, la natura, l’identità dell’immagine, il progetto nella sua interezza conferisce risalto alla figura dello stampatore e al valore del suo contributo, finalizzato a donare una forma compiuta all’intenzione poetica dell’autore”. 

Il lavoro di Corrado e Gianluca Albicocco, titolari della Stamperia, si caratterizza da sempre per la cura e la raffinatezza di ogni edizione; per la volontà di rendere in qualche modo unica e preziosa ogni stampa; per la statura artistica degli autori con cui è stato stretto un rapporto di collaborazione. Elementi che imprimono un segno riconoscibile alla loro produzione, rappresentata nella mostra da alcune delle incisioni più significative compiute attraverso gli anni, ma anche da una selezione preziosa di libri d’artista, realizzati dalla stamperia per le Edizioni del Tavolo Rosso: opere che vedono la facoltà narrativa dell’immagine accompagnarsi a quella visiva della parola.

Come suggerito dal titolo della mostra, l’immagine, nell’arte grafica, ha carattere imprescindibile ed essenziale. A differenza di altre esperienze artistiche contemporanee, l’ambito dell’incisione pone ancora ogni autore di fronte alla necessità di determinare una forma; un obiettivo da perseguire attraverso il linguaggio primario del segno e della macchia. Questa sfida comune, gli strumenti di tipo primario con cui viene affrontata, ma anche le ricadute espressive delle tecniche incisorie sul risultato formale, rendono possibile in questo campo il dialogo tra artisti reciprocamente lontani per stilemi, poetica, appartenenza generazionale. Un fenomeno che L’immagine necessaria manifesta, nonostante la riemersione, sul piano iconografico, di un confronto che fu un tempo lacerante nel dibattito artistico italiano: quello tra espressione figurativa e astratta. Confronto sul quale l’allestimento delle opere consapevolmente gioca, sintetizzandolo come una sola, seducente avventura dell’immagine stessa, inseguita nel suo trascorrere dall’uno all’altro linguaggio.

La mostra e il relativo catalogo sono a cura di Nicola Galvan; i laboratori didattici e le visite guidate a cura di Giulia Sbrignadello. Il progetto è realizzato con il contributo di Arte per Arte e di Sistec – Sistemi di automazione industriale e robotica. 

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